A volte ti ribblogano. :P

La proprietà non è più così potente. Ciò si deve in parte a costumi più civili, che frenano il ricorso al potere punitivo, in parte allo sviluppo del movimento sindacale. Pagare direttamente gli uomini politici è entrato in conflitto con l’etica dei tempi: il parlamentare o l’amministratore locale troppo scopertamente venduti perdono la stima popolare.

Ancor più importante è stato lo sviluppo dello stato assistenziale. Il potere remunerativo al culmine richiede che ci siano poche o nessuna fonte di reddito al di fuori di quelle offerte dai beati possidenti, mentre con l’opulenza sono venute più ampie possibilità di occupazione. L’aumento del reddito oltre il livello di mera sussistenza è stato pure una forza liberatrice. La prestazione d’opera non è più così fortemente determinata dal bisogno impellente. Come abbiamo già osservato, sussidi di disoccupazione, prestazioni sociali, assistenza sanitaria e pensioni contribuiscono ad allentare le costrizioni del potere remunerativo e quindi a ridimensionare l’importanza della proprietà come sua fonte. È curioso che in gran parte della pubblicistica su questioni sociali le prestazioni assistenziali vengano regolarmente denunciate come limitazioni alla libertà: quel tipo di libertà che si presume a buon diritto inerente al liberismo economico. Si parla molto meno della via di scampo che esse costituiscono nei confronti del potere remunerativo un tempo associato in forma coercitiva con la proprietà.

Ma il declino del potere derivante dalla proprietà, come quello del potere che proviene dalla personalità, è più di tutto da attribuirsi all’ascesa dell’organizzazione. Ciò è vero nello Stato, dove tanto il potere che proviene dalla ricchezza quanto quello che discende dalla personalità hanno ampiamente ceduto il campo a quello che deriva
dall’organizzazione.

John Kenneth Galbraith
ANATOMIA DEL POTERE (ed.Mondadori, Milano 1984)
“Deve essere ricordato che nulla è più difficile da pianificare, più dubbio a succedere o più pericoloso da gestire che la creazione di un nuovo sistema. Per colui che lo propone ciò produce l’inimicizia di coloro i quali hanno profitto a preservare l’antico e soltanto tiepidi sostenitori in coloro che sarebbero avvantaggiati dal nuovo”
— Niccolò Machiavelli
“Design is something that’s going to get you in a mess”
— (Il design è qualcosa che ti sta per mettere in un Guaio) - Christopher Alexander

It is not possible to make great buildings, or great towns, beautiful places, places where you feel yourself, places where you feel alive, except by following this way. And, as you will see, this way will lead anyone who looks for it to buildings which are themselves as ancient in their form, as the trees and hills, and as our faces are.

No es posible hacer grandes edificios, o grandes pueblos, hermosas plazas, lugares donde uno se perciba a sí mismo, sitios donde uno se sienta vivo, a menos que se siga este camino. Y, comprobarás, este camino guiará a todo aquel que lo busque a edificios que son por sí mismos tan antiguos en su forma, como los árboles y las colinas, y como nuestro propio rostro.

Non è possibile realizzare grandi edifici, o grandi città, belle piazze, luoghi in cui sente se stesso, luoghi in cui si sente vivo, ad eccezione di seguire questo modo. E, come vedrai, questo modo guiderà chiunque lo cerchi verso edifici che sono per se stessi così antichi nella loro forma, come gli alberi e le colline, e come il nostro proprio volto.

— Christopher Alexander in “The Timeless Way of Building”

Tempo!

doctorcrowd:

Cedric Price, Fun Palace, London, 1961-1967

More here.

(via generativemistakes)

HOT&Sweet

Hot&Happy

…realistically not many of the books we discuss will be remembered two or three hundred years from now…this may be an exception…

… Five hundred years is a long time, and I don’t expect that many of the people I talk to in these pages will be known in the year 2500. Christopher Alexander may be an exception …

— David Creelman, author, Interviewer and Editor
Knowledge Manager, HR magazine, Toronto

Sorridi?!